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Manifestazioni vietate nei giardini Baltimora, concessionari sul piede di guerra: manca l’agibilità

La notizia è stata resa pubblica a seguito di un’interrogazione del M5S in Comune e in Municipio. L’azienda che aveva vinto il bando per la gestione fa causa a Tursi perché non può realizzare gli eventi previsti dal bando di concessione. Secondo il perito di parte, inoltre, i danni superficiali all’impalcato sarebbero evidenti ad occhio nudo e in questi casi sarebbero spia di problemi più ampi in profondità

I Giardini Baltimora, oasi verde tra le murette e gli edifici brutalisti del Centro dei liguri, sono fuori norma «Lì non erano previsti giardini nel progetto originale! L’impalcato non è in grado di sostenerli» scrive sui social il consigliere municipale del CentroEst, il pentastellato Massimiliano Lucente-



«La società Baltimora e Talent Group vince il bando decennale per la gestione del verde, mantenimento locali, attrezzatura per i luoghi co-working cui il privato si ripromette di compensare e guadagnare con ristorazione ed eventi – spiega Lucente -. Vincono tutti, pare, e invece cosa succede? Dopo ben due eventi pubblici a firma Comune di Genova nel luogo, al momento di un evento indetto dal concessionario, questo è bloccato: perché? Perché non ci sono le carte per l’agibilità al posto! Infatti, la soletta su cui posteggiano i tanti scooter (piazza Faralli) e i prati, non costituiscono esclusivamente i Giardini Baltimora, ma sono pure la volta del sottostante tunnel di Via delle Casacce, percorso giornalmente da centinaia di genovesi. In questa storia perciò, sono iniziate a fioccare le lettere da parte del concessionario verso il Comune, ora le denunce, ora gli articoli sui giornali, perché l’azienda non riescono ad avere le perizie da parte dell’Amministrazione: la Giunta Bucci sembra proprio abbia fatto una convenzione senza questi documenti! Il privato dunque, procede con una perizia in proprio cui i risultati destano preoccupazione. Il tecnico di parte, infatti, afferma che i danni superficiali all’impalcato sono evidenti ad occhio nudo, in questi casi sono spia di problemi più ampi in profondità. A questo punto non è solo una questione di danno economico ad un privato che gestisce un bene cittadino, ma di chiarimenti per l’incolumità pubblica di tutti. Il concessionario di fatti, calcola già una perdita di introiti annuali tra i 400 e i 500.000 euro. Il risultato è che questi impalcati non dovevano ospitare un giardino, ma visto che è un peso diffuso può sopportarlo, altra cosa un peso concentrato come una struttura palco. Permesso pero dal bando! Il Comune prossimamente dovrà togliere la terra dei giardini intervenire sull’impalcato e poi rimetterla, perché ricordiamo sotto corrono i mezzi nel tunnel di via delle Casaccie. Sembra che lo sfregio per aver distrutto il quartiere di Via Madre di Dio, la casa di Paganini per costruire il mostro urbano (*) del Centro dei Liguri, non smetta mai di presentare il conto».

A portare invece, in Consiglio comunale la questione è stato il consigliere Fabio Ceraudo, anche lui pentastellato

Il permesso di organizzare manifestazioni è stato negato proprio dalla Pubblica Incolumità del Comune. Prima, Tursi non si era accorto, mettendo a bando l’area, che lo spazio offerto anche per manifestazioni non poteva avere l’agibilità per quegli eventi. Cosa è successo dopo? Che durante i lavori che sono stati eseguiti all’ingresso da via del Colle, prima di scendere ai lavatori del Barabino, sono stati cercati i documenti con le misurazioni degli anni ’70 del secolo scorso, cioè dei tempi della realizzazione, e non tutto quello che era necessario è stato trovato. In mancanza di misurazioni non si può stabilire la portata delle solette e senza la portata non si può concedere l’autorizzazione.

Certamente non è vero, invece, che i giardini non fossero previsti sin dall’inizio.

Lo dimostrano i modellini dell’epoca. La prima immagine, in bianco e nero mostra un modellino, probabilmente un planivolumetrico iniziale, in cui si vede che la piastra, sebbene con qualche “buco” in più, c’è. La seconda mostra il plastico di coll’intervento finito, con tanto di giardini.

Non è chiaro, al momento, se, all’atto pratico (al netto delle misurazioni) i giardini siano sempre stati retti da una soletta insufficiente per ospitare una numerosa presenza di persone. Se davvero fosse così, non è difficile comprendere quali rischi si siano corsi quando nei giardini veniva organizzato il festival Cresta che faceva tremare i muri dei palazzi del più vicino centro storico. Da chiarire anche se con le vecchie normative la soletta fosse a norma anche per i concerti o se sia troppo bassa oggi, con le nuove normative. Insomma, le misurazioni vanno fatte anche per scogliere questo dubbio.

(*) Ci permettiamo di obiettare sul fatto che il centro dei Liguri sia un “mostro urbano”. Certo l’architettura brutalista non è tra le più immediatamente comprensibili e apprezzabili dai cittadini comuni, ma il complesso di cui parliamo è un pezzo della storia dell’architettura del Novecento. Tra qualche giorno vi mostreremo un documentario che al momento stiamo montando.


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